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DALLA TAVOLA LUCANA AL PARADISO di Federico Valicenti

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Dalla tavola lucana al paradiso di Federico Valicenti, Edizioni Magister, Matera 2019, isbn 9788885564114

144 pagine a colori, rilegatura cucita filo refe, formato 24x17cm

Stampa a colori; fotografie di Francesco Giase.

Ricette, aneddoti, tradizioni. Il cibo che fa bene allo spirito e non nuoce al corpo

La pubblicazione di questo lavoro rappresenta una raccolta raccontata della memoria del cibo, dei riti e degli uomini lucani. Cultura locale che in epoca “globalizzante” rischia di essere cancellata. Riti e ricorrenze permeate di storia, gustate nelle serate fredde vicino a un camino. Il falò illumina la narrazione, trasforma l’ambiente in un grande palcoscenico e gli attori si raccontano e raccontano. Il cibosofo Federico Valicenti, con la stessa passione che lo vede attore e cuoco nel suo ristorante di Terranova del Pollino, trascrive in questo libro le ricerche eseguite nell’ultimo decennio sul tema.

Dalla tavola lucana al paradiso non è un ricettario, nonostante queste siano contenute all’interno, ma è un progetto editoriale in cui si racconta il territorio lucano, valorizzando la narrazione degli antichi. Ricorrenze della Basilicata legate agli eventi cosmici della natura, alla loro manipolazione mediatica, rilette attraverso l’accostamento delle gastronomie alla fede con cui l’uomo ha personificato, o quantomeno avvicinato, se stesso alla propria elevazione spirituale.

Legare il cibo alla mente, oltre che al proprio corpo ha, di fatto, esaltato la sua “autenticità”, cercando di risolvere il mistero della vita.

Prefazione di Ida Libera Valicenti

Presentazione di Simona Bonito

Riflessioni di don Mauro Leonardi

La pubblicazione di questo lavoro rappresenta una raccolta raccontata della memoria del cibo, dei riti e degli uomini lucani. Cultura locale che in epoca “globalizzante” rischia di essere cancellata. Riti e ricorrenze permeate di storia, gustate nelle serate fredde vicino a un camino. Il falò illumina la narrazione, trasforma l’ambiente in un grande palcoscenico e gli attori si raccontano e raccontano. Tutto ciò trova riscontro nella storia cibosofia di Federico Valicenti. “Dalla tavola lucana al paradiso” non è un ricettario, benchè queste sono presenti nel libro, è un progetto editoriale in cui si racconta il territorio lucano, valorizzando la narrazione degli antichi. Ricorrenze della Basilicata legate agli eventi cosmici della natura, alla loro manipolazione mediatica, rilette attraverso l’accostamento
delle gastronomie alla fede con cui l’uomo ha personificato, o quantomeno avvicinato, se stesso alla propria elevazione spirituale. Legare il cibo alla mente, oltre che al proprio corpo ha, di fatto, esaltato la sua “autenticità”, cercando di risolvere il mistero della vita.

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Descrizione

Dalla tavola lucana al paradiso di Federico Valicenti, Edizioni Magister, Matera 2019, isbn 9788885564114

144 pagine a colori, rilegatura cucita filo refe, formato 24x17cm

Stampa a colori; fotografie di Francesco Giase.

Ricette, aneddoti, tradizioni. Il cibo che fa bene allo spirito e non nuoce al corpo

La pubblicazione di questo lavoro rappresenta una raccolta raccontata della memoria del cibo, dei riti e degli uomini lucani. Cultura locale che in epoca “globalizzante” rischia di essere cancellata. Riti e ricorrenze permeate di storia, gustate nelle serate fredde vicino a un camino. Il falò illumina la narrazione, trasforma l’ambiente in un grande palcoscenico e gli attori si raccontano e raccontano. Il cibosofo Federico Valicenti, con la stessa passione che lo vede attore e cuoco nel suo ristorante di Terranova del Pollino, trascrive in questo libro le ricerche eseguite nell’ultimo decennio sul tema.

Dalla tavola lucana al paradiso non è un ricettario, nonostante queste siano contenute all’interno, ma è un progetto editoriale in cui si racconta il territorio lucano, valorizzando la narrazione degli antichi. Ricorrenze della Basilicata legate agli eventi cosmici della natura, alla loro manipolazione mediatica, rilette attraverso l’accostamento delle gastronomie alla fede con cui l’uomo ha personificato, o quantomeno avvicinato, se stesso alla propria elevazione spirituale.

Legare il cibo alla mente, oltre che al proprio corpo ha, di fatto, esaltato la sua “autenticità”, cercando di risolvere il mistero della vita.

“Istruzioni per leggere” di Simona Bonito

Senza grassi, senza olio, senza burro, senza zucchero, senza uova, senza lattosio, e ultimamente anche senza olio di palma. Oggi ci chiedono di essere “senza qualcosa”, di scomparire, di non essere. Siamo ossessionati dalla perfezione del corpo a tal punto da aver dimenticato la perfezione dell’animo. E per questo a tavola non ci sediamo neanche più. Se pensate di appartenere a qualcuna delle categorie che ho elencato, allora ho la certezza che questo libro non fa per voi. Potrei consigliarvi altri testi, quelli delle diete perfette, che promettono miracoli. Mi dispiace deludervi, ma vi svelerò un segreto: i veri miracoli avvengono a tavola, circondati dalle persone che amiamo intenti a degustare cibi realizzati con cura da chi negli alimenti ritrova l’essenza delle cose.
“Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia” recitava Santa Caterina da Siena e credo che l’incontro con il cibo debba assomigliare a questo aforisma
Federico Valicenti è riuscito a mescolare con cura farina, lievito e acqua trasformandoli in emozioni e si sa, le emozioni non vivono nel corpo, ma in luogo molto più profondo abitato solo da chi ha il dono di guardare oltre a ciò che si vede nel piatto.
“Dalla tavola al Paradiso” è un libro da far decantare come il buon vino, o meglio, come sicuramente direbbe Federico “cucinato con l’umiltà di Dio” e ogni pagina risulta essere impastata e amalgamata a quella seguente. Un libro che fa l’occhiolino al cibo come metafora della vita e della condivisione, perché a tavola per comprendere l’essenza del cibo bisogna avere buoni compagni, non fosse altro per il significato stesso della parola “compagno”. Parola meravigliosa, dal latino “che mangia lo stesso pane”, cum “con” e panis “pane”. Tra le tante, questa parola racchiude in maniera essenziale il significato ideale dell’unione e dell’appartenenza, soprattutto a tavola. Ed ecco, come per incanto, che la tavola si trasforma in luogo di condivisione, un momento di confronto e dialogo, dove ognuno si sente libero di raccontare e soprattutto di raccontarsi. Succede allora che attorno al cibo accadano cose importanti. E le ritroviamo tutte in questo libro, fino all’ultima briciola. E così impariamo che il cibo non ha solo un aspetto di bisogno primario, ma anche culturale, sociale e soprattutto ha un forte valore simbolico. Quelli dei sapori buoni e dei ricordi passati. Attorno alla narrazione del cibo si nasconde il segreto di ogni ricetta. Ogni luogo ha i suoi riti, le sue tradizioni.
Dunque.
Volete le istruzioni per leggere questo libro?
Ecco gli ingredienti: una tavola, apparecchiatela con cura, ma sempre con semplicità, cucinate seguendo i consigli di Federico, invitate gli amici, cominciate con una breve preghiera di ringraziamento e gustatevi la buona compagnia. Insaporite con una sana chiacchierata, e non trascurate l’allegria e l’amore, quello vero. Ah dimenticavo, avvicinate una sedia al tavolo, chiedete ai vostri figli di aiutarvi nella preparazione del cibo, anche se sbaglieranno, anche se nulla sarà perfetto. Da grandi, avranno il cuore pieno di gioia nel ricordare momenti speciali e profumi indimenticabili.
Condite tutto con il sorriso e “u pastizz” è servito!

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